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domenica 17 giugno 2012

L'ennesima traversata ovvero perché 2x1 non fa 1?


Bene. Pronti a raccontare l'ennesima traversata Francoforte - Roma.
Questa volta avvenuta in orario atipico, le 15:00 di pomeriggio.
Questa volta i problemi sono iniziati la mattina prima del giorno della partenza, quando al mio risveglio mi sono accorto di essere "gunfiu". Dietro saggio consiglio di G1, che probabilmente notava il gonfiore meglio di quanto non lo notassi io, sono andato da una nuova dottoressa, che simpaticamente mi ha prescritto un antiinfiammatorio e, se le cose non sarebbero migliorate, addirittura un antibiotico.
La dottoressa ha detto che si tratta di linfonodi, ma al di sotto delle Alpi insistono su orecchioni (?!?) mah, staremo a vedere...

giovedì 8 marzo 2012

Archiviando questo 8 Marzo



Per colpa di Parto II (il mio laptop, per chi non lo sapesse) che ha deciso lo scorso Venerdì che fosse il caso di rifarsi gli interni dopo quasi 3 anni di onorata attività, mi è stato difficile trovare l'occasione per scrivere il consueto post dell'8 Marzo, che su questi lidi non ha mai a che fare con la festa delle donne.
Tuttavia il buon G2 ha pensato bene di lasciare il suo preziosissimo Mac qui a Francoforte e viaggiare leggero lungo la via verso l'Italia e la sua dama, anche se a pensarci bene dopo tutto quello che ha mangiato oggi in ufficio con la scusa di offrire dolci, torte, e secchi di patatine (letteralmente secchi), trovo quanto meno divertente l'aggettivo "leggero".

lunedì 30 gennaio 2012

Per un pelo

Mancano poche ore alla fine del primo mese di questo nefasto e oscuro 2012, così mi sento un pò sollevato ad aver fatto in tempo a mettere insieme due righe introduttive per il nuovo anno e, semmai non ve ne foste accorti per il nuovo Blog.
L'idea di svecchiare questo sito girava da tempo, non solo nei commenti anonimi al precedente post premonitore di G2, e vedere i nostri blog amici rinnovarsi con l'avvento del nuovo (ed ultimo) anno, ha dato la spintarella necessaria alla doppia G per mettersi comodi sul divano, tra una faccenda da adulti e un'altra, e mettere mano al codice, spendendo gran parte del week-end appena trascorso con widget, templates, html, slides e abbinamenti di colori.
Il risultato lo avete sotto gli occhi; abbiamo puntato sulla semplicità questa volta, cercando di trovare un bilanciamento tra i vari colori pastello, eliminando i deliri onirico-psichedelici della precedente versione del Blog.

domenica 4 dicembre 2011

Avvento

A Schwanheim si festeggia questo week-end, la notizia dell'avvento del Sindaco, dell'Imperatore, del Fratello e delle Dame.


venerdì 2 dicembre 2011

The Cake is a...

...vabbè sarà pure quel che sarà, l'importante è restare calmi è continuare a testare.

Questo vale per noi nerd, se fossimo stati poeti avremmo detto che la felicità non è un luogo, ma un viaggio.

lunedì 14 novembre 2011

L'inverno è alle porte

8 indizi da cui capire che è arrivato il momento di mettere la bici in cantina:
  1. La superficie dei pedali della tua bici sono ghiacciati ed è impossibile pedalare senza rischiare di castrarsi
  2. Pedalando a bocca aperta per lo sforzo fisico, la lingua resta attaccata al palato
  3. Ritrovarsi con la faccia paralizzata per due ore in ufficio con un'espressione di pura gioia dopo che, assorto tra mille pensieri, la mente ha giocato un brutto scherzo ed è riaffiorato vivido il ricordo della faccia di Flavio Biondi che gioca a Mario Kart
  4. Un tuo collega Tedesco ti dice "Che coraggio, neanche io prenderei la bici oggi"
  5. La vecchina Tedesca fuori dal suo vialetto, vedendoti arrivare, ti tira il sale addosso nel tentativo di scongelarti
  6. Il capo ti convoca nel suo ufficio dopo che qualcuno si è lamentato del tuo sistema "alternativo" per digitare la password del tuo computer la mattina, senza dover usare i monconi ghiacciati che ti ritrovi al posto delle dita
  7. L'acqua in ufficio viene sostituita con del Glühwein 
  8. Improvvisamente realizzi che anche la nebbia si è ghiacciata

sabato 5 novembre 2011

Quelle notti e questi giorni...

... Quelle notti in piena notte, quando sei già a letto da ore. Il corpo dannatamente stanco, esausto.
Gli occhi che piangono pietà, le membra grate del peso del piumone, i sensi completamente estraniati (strafottenti più che spenti), che sbaveresti anche il cuscino, che più che un letto sembra un Nirvana domestico, che non sei proprio in Utero ma se ti ci lasciano prometti che non reclamerai.
Che non ti alzeresti nemmeno per pisciare.
Il corpo dannatemente stanco, completamente esausto.

E il cervello ('sto stronzo) completamente sveglio. Irrefrenabile, galvanico. Finalmente libero dai vincoli della carne, dai suoi bisogni, dalle sue responsabilità e dalle sue necessarie contingenze.
Un demone scatenato che ti istiga con la sua magnificenza.
E mentre ti mostra tutto la sua sfavillante genialità, le sue concrete visioni, riesci solo a pensare: "se solo avessi la forza di prendere un'appunto, di scrivermi qualcosa...".
Non sto parlando di sogni eh? No no, qui siamo svegli e fin troppo attenti. Eppure in un certo qual modo, forse proprio per via del corpo esausto, abbiamo perso un po' il contatto con la realtà e siamo diventati puro pensiero. "Fantasia" direbbero alcuni. "Eroici" replicherei io.
E che tipo di pensieri vengono fuori? I più ispirati. Quasi come se, con tutte le altre persone che dormono, si avesse accesso illimitato ed esclusivo a tutte le risorse intellettuali e artistiche del genere umano. Come quando hai tutta la banda di internet solo per te.

venerdì 21 ottobre 2011

Cronache dell'Alleanza: Nella Tana dell'Orsa, debriefing

Andata
Saluto G1. Siccome gli addii mettono sempre un po' di tristezza, lascio che sia lui ad andarsene per primo (a far spesa). Rimango solo in casa. Prendo l'indispensabile. Il bello di essere maschi è che l'Indispensabile (un laptop e il 3DS) sta tutto in uno zainetto dei giochi olimpici invernali. Solo bagaglio a mano stavolta. Così non perdo tempo all'aeroporto, già atterro tardi e non voglio far aspettare i miei.
Ultime parole famose. Appena arrivato in aeroporto mi metto a cercare i dati del mio volo per sapere dove devo dirigermi (check-in online, nemmeno devo passare dallo sportello). Ho imparato che il modo più rapido per trovare il mio volo sui tabelloni è guardare direttamente la colonna dei ritardi. I primi numeri in giallo che vedete... eccolo là, 40 minuti.
Tiro fuori il 3DS, magari riesco a twittare un po'... no, non trova connessioni... ok mettiamo alla prova le mie doti di retrogamer e tuffiamoci in .

domenica 16 ottobre 2011

Frankfurter Buchmesse

Ci sono voluti ben tre anni e mezzo, ma alla fine ce l'ho fatta a visitare la fiera del libro più importante d'Europa. Devo dire che fresco dell'esperienza di Colonia con la Gamescom, ero un pò preoccupato per aver scelto di andarci di Domenica, ma alla fine, come a rimarcare le differenze che i due media, videogiochi e libri, inevitabilmente hanno, non ho trovato tutto questo caos, pur constatando che l'affluenza alla fiera era comunque sorprendentemente alta.
A differenza della Gamescom tuttavia, ancora mi sfugge cosa una fiera di libri possa davvero offrire al visitatore. Ci sono migliaia di libri è vero, ma a differenza di un videogioco, un libro necessita tempo per comunicare qualcosa al lettore: puoi sfogliarlo, leggere la trama o i commenti in quarta di copertina, puoi essere attratto dalla cover stessa, o dal tipo di edizione del libro, ma poi?
Immaginate decine di padiglioni enormi, al cui interno ci sono centinaia di stand con scaffali pieni zeppi di libri, in tutte le lingue, tutte le edizioni; libri piccoli, grandi, pieni di foto o immagini.
Cosa fare? Da dove iniziare? Bisogna andare preparati e cercare una casa editrice o un autore specifico, o bisogna girovagare senza meta e fermarsi quando qualcosa attira l'attenzione?

lunedì 3 ottobre 2011

Matze & Nadine Hochzeit

Tutto è iniziato nella disperazione dell'organizzazione all'ultimo momento. Eppure avevamo avuto un bel pò di tempo per prepararci, e in effetti questi mesi di attesa erano stati sfruttati per procurarsi un buon vestito, camicia, cravatta, scarpe, cintura, per organizzare i pernottamenti sul luogo, per i vari regali e pensieri agli sposi. Ma il viaggio era stato messo un pò in disparte diciamo, forse troppo sicuri delle ferrovie Tedesche. Non avevamo considerato tuttavia il lungo week-end di questa settimana, con il 3 Ottobre festa Nazionale: e così la mattina prima di mettersi in viaggio, abbiamo scoperto che i treni erano tutti strapieni, nessun posto a sedere prenotabile, tratta con più di uno scambio, costi non proprio popolari e il rischio di farsi più di due ore e mezza in piedi con bagagli al seguito.

Così, all'ultimo secondo abbiamo optato per affitare una macchina, ed ecco che improvvisamente mi sono ritrovato a fare 500km dopo 10 mesi senza toccare volante, sulle strade Tedesche piene di cartelli stradali intimidatori e tristi che più tristi non si può. A questo aggiungiamo la classica partenza idiota (in contrapposizione alle partenze intelligenti) che ci hanno intrappolato nel traffico per circa 4 ore.

domenica 21 agosto 2011

Gamescom 2011

Sono stati 5 giorni di celebrazione del videogioco, ma quest'anno ero dall'altra parte della barricata, per lavoro ad esporre invece che a vedere. Un'esperienza molto bella, ma decisamente massacrante, dove non ho avuto il tempo e le forze per vedere la fiera come meriterebbe di essere vista da un gamer.
Eppure l'entusiasmo dei fan Nintendo, mi ha fatto sentire davvero bene e riempito di responsabilità oltre che di orgoglio nel far parte in qualche modo di questa industria.
Menzione speciale per il 25° compleanno di Zelda (e Link!) che ha mosso centinaia e centinaia di persone ad accalcarsi sotto il palco per lo show, moltissimi vestiti dai personaggi della serie, oppure in coda (anche di 4 ore!) per provare 10 minuti contati il nuovissimo Zelda Skyward Sword; e poi i commoventi messaggi lasciati sul muro commemorativo, alcuni simpatici, moltissimi emozionanti e pieni di gratitudine.

Vi lascio con una galleria di immagini della fiera (più che altro dello stand Nintendo).



A Gamescom 2012!


sabato 7 maggio 2011

Ce Francoforte tenéve lù mare ièv 'na piccole Bàre

E' da un pò che non scriviamo a colpa di un mese davvero intenso e poco tempo a disposizione (sai che sorpresa), ma approfitto di un'oretta libera prima di un bel barbecue a casa di amici, in questa mattinata senza G2 costretto a lavorare in ufficio di Sabato, per farvi vedere un pò di foto della scorsa Pasqua e Pasquetta, quando siamo riusciti, grazie alla madre di un nostro collega, a fare l'impossibile. Non voglio rovinarvi la sorpresa, visto che capirete di cosa sto parlando immediatamente, non appena vedrete le foto, quindi lascio parlare le immagini!

martedì 1 marzo 2011

La Ricicletta




Era la prima cosa che avrei voluto prendere da quando sono in Crucconia, ma siccome mi rodeva tanto il culo (non è una metafora!) ho dovuto aspettare...
Ma credo faccia tutto parte di un disegno pià grande.
Perchè quando ho finalmente deciso di prenderla... ecco già "deciso di prenderla" è un'espressione troppo forte.
Diciamo che è stato pià come se lei fosse venuta da me. Come quando Chi di Chobits parla dell'"unico solo per me". Ecco questa bicicletta è stata venduta nuova ad un cliente sconosciuto che poi l'ha riportata al negozio... perchè non gli poteva andare bene... questa qui aspettava me, così come l'RX-78 aspettava Amuro (inutile che malignate su motivi meno nobili per cui avrebbe dovuta resituirla).

Ed ecco che un bel giorno, all'approssimarsi della scadenza dell'abbonamento dei mezzi, mi faccio accompagnare da G1 a questo negozio che conosceva, vicino casa, ovviamente.
Il gestore è un omino simpaticissimo che non parla Inglese, ma grazie al mio tedesco sdentato e al tedesco stentato di G1 ci siam fatti capire. A onor del vero ho lasciato parlare G1, ha più ore di volo di me in Tedesco e poi si vedeva che erano grandi amici.

A dir il vero, una volta entrati nel negozio, sono stato preso da un po' di disappunto. La bicicletta esposta meno costosa costava troppo ed era alta quanto un nano da giardino. Ero però ancora tranquillo, sereno... come quando senti nell'aria un grande evento che incombe.

Poi l'omino simpatico si vedeva che amava le biciclette, oltre a tutte quelel moderne aveva anche dei pezzi di antiquariato, tipo una bici del 1966, con tutti i pezzi originali e un cartellino sopra con il prezzo che quando mi sono avvicinato per veder meglio si è girato dall'altra parte e mi ha ignorato con sdegno.

Però, sapevo che la mia bici era lì vicina.
G1 chiede all'omino se ha anche bici "non nuove" e lui mi guarda... mi sono sentito come Harry Potter quando devono assegnargli la bacchetta.
Poi ci porta nel cortile sul retro, apre un magazzino, dentro al quale c'erano tutte bici in piedi attaccate al muro.
La stacca dal muro e me la porge.
Me ne descrive i pregi, me ne racconta la storia... non ci capisco un cazzo ovviamente, ma il prezzo rientra perfettamente nelle mie aspettative.
La pulisce, la verifica e domani sera posso prendermela.
"Domani sera" è stato stasera.
Ed ora basta rubarle spazio, le immagini parlano da sole (specie se ci passate sopra il puntatore).




giovedì 10 febbraio 2011

Palestra: day 1



Allora visto che ormai la notizia sta facendo il giro del globo tantovale raccontarvi tutti gli aneddoti del mio primo giorno di palestra.

'Ntanto il primo giorno di palestra è in realtà il secondo. Il Primo era una prova aggratis. Famo che il numero Zero era una prova aggratisse e ieri 'nvece è stato davvero il numero Uno.
Arrivo lì pieno di dubbi su che tipo di contratto fare, ma proprio per questo ci vado di mercoledì, perchè c'è un trainer anglofono che può darmi spiegazioni, oltre che spiegarmi come se fanno l'esercizzi.
Je spiego de 'sta situazione dde merda che c'ho ar lavoro, che vorrebbe fa' un contratto da ddu' anni ma che se putacaso, manco lo vojo scrive' che so' scaramantico... insomma je dico che la mia compagnia... e così lui comprensivamente me dice che se dovessi torna' in Italia, nessun problema, non devo pagare niente, chi s'è visto s'è visto e amici come prima.
Je faccio subbito:
"Sei un signore, davvero. Te ringrazio. Allora famo ddu' anni, che così me pongo l'obbiettivo... me incoraggio...".

Nun l'avessi mai detto... Nun l'avessi mai fatto!
Appena firmato er contratto me fa tipo 'na smorfia, poi se ripija subbito. Una cosa impercettibile, come er soriso de 'a Gioconna.
Ecco c' 'a avete presente 'a Gioconna? Co' 'r soriso enigmatico che nun se capisce bene...
Uguale!
Solo che landove la Gioconna era sensuale, lui era: maligno!
In quei 10 milliseconni de sorriso lui m'ha detto tante cose, e come se m'avesse detto:

"E mò so cazzi tua! La prima volta t'ho fatto fa l'allenamento stupido, ppe' fattece crede', ppe' fatte illude' che pure te potevi diventa' muscoloso come tutti questi qui, ppe' fatte mette 'a firma... ma oggi... Oggi te roppo er culo!"

E infatti non so perché ma è stato moorto più pesante dell'artra vorta. Addirittura un braccio, il sinistro inaspettatamente, a' 'n certo punto non je la faceva più a spigne'.
E questo è ancora gnente, perché m'ha fatto il programma e dalla prossima volta farò ancora di più, diligentemente, da solo.
Mi chiedo se ce la farò.

M' ha fatto prova' una macchina nova, ma siccome che lui era mezzo influenzato, ha chiamato uno dei soci (è un club alla fine) e j' ha chiesto de mostramme come se usava.

Questo arriva... arto ddu' metri, co ddu' braccia tipo pastamatic, scardina il pippolino rosso e me sbandiera davanti sti 100 kili da solleva'. Poi se mette lì e li solleva, deformandose tutto llà 'n faccia per lo sforzo...
Cioè... io non capisco... quando ce l'ho io er testosterone me fa casca' i capelli a questo invece je fa spunta i muscoli. Muscoli che peraltro aveva pure sui capelli, li vedevi lì che sollevavano pure loro 100 grammi in testa...

Insomma io ero lì piccolo piccolo, mortificato dalla mia inconsistente forma fisica, quando il Trainer me fa':
"Ecco 'o vedi? Questo è esattamente come l'esercizio NUN va fatto... 'a vedi 'a schiena, lui nun la poggia correttamente, nun la tiene dritta. E tra un po' se la spacca. Tu nun fa come fa lui sennò te peggiora pure 'a tua".

GROSSO!
'O vedi che i muscoli nun so tutto! Ce devi da mette' a capoccia pure quanno sollevi cento chili, 'mbecille.

Insomma me so messo de buona lena a solleva pesi, a piega 'e gambe e fa tutte quelle cose sportive che ovviamente non appartengono al mio repertorio, cioè proprio nun è il mio campo... Poi io so facilmente impressionabile... c'era un signore pure lui cco' ddu' papagne de braccia che, forse pe' esse' gentile m'ha soriso e
(porcozio del corettore automatico che me mette 'e doppie pure dove nun ce vanno) insomma io me so cacato sotto... ma questo che vole? io mica 'i conosco i codici comportamentali dei palestrati... abbasta che non me lanciano 'a saponetta.

N'artra evidenza del mio essere, come se pò ddi', un pesce fuor d'acqua, è stata (LAMPANTE!) quanno ho cercato de guardamme intorno, mentre facevo l'esercizio...
Aho, e ce stava 'na signora co' 'e rughe che c'avrà avuto si e no 'na cinquantina d'anni che s'era appesa colle gambe alla sbarra e colle mani dietro 'a capoccia faceva l'addominali e se tirava su, eludendo ovviamente la legge di gravità, poi ce stava un'altro vicino a me che faceva 'n esercizio simile al mio, se vedeva che era un po' sotto sforzo ma stava tranquillo... o e poi ancora un po' più a destra c'era una fica. Credo debba essercene almeno una in ogni palestra per contratto proprio... e insomma pure questa tirava avanti e indietro 'ste maniglie, e avanti e indietro e inspirando e despirando... a me me piaceva dde più quando le tirava indietro e gonfiava tutti i polmoni... e mentre facevo tutti 'sti ragionamenti io pure continuavo a spigne 'ste cazzo de leve, quasi me c'ero abituato. Sta tutto là er trucco secondo me, se riesci a spigne' e a pensa' contemporaneamente sei a cavallo, nun te ne accorgi.
Poi me giro ancora e ce stava 'sto mostro.
Tutto rosso llà 'n faccia... pure lui a spigne', tutto deformato, con le braccette che je tremavano quanno arrivava al massimo della spinta e io lì a dije:
"Fijo mio, ma chi te lo fa' fà, ma stattene a casa, invece de spenne lì sordi!"

Ma nun era 'o specchio?
Gesù, Giuseppe e Maria, 'i dovrebbero da vieta' 'i specchi ne' 'e palestre.
Oltre allo sforzo s'era aggiunta pure 'a vergogna ora...
Se non altro c'era il buon vecchio Kurt e i Red Hot che tenevano compagnia.

Poi er trainer m'ha mostrato l'iPod uacc che aveva ar polso, co' 'r tacc scriin e tutto. M'ha fatto sdraia' dentro a 'na sbarra rotolante e m'ha fatto fa l'addominali... io pensavo ce fosse 'a panza lì... 'nvece ce stanno due o tre muscoletti che li movi solo da dentro questa mezza sbarra rotolante.
M'ha pure detto, che aveva capito perché annavo de fretta, perché ce stava 'a partita e m' ha detto che stasera avrebbero vinto loro, de qua e dde là. Per fortuna che avemio pareggiato sennò chi 'i sentiva 'sti crucchi.

Alla fine me fa', senti come me ffa ('a citazione ce 'sta tutta visto che c'è pure 'a sauna llà 'n palestra): "Io devo da andare a servire un altro cliente, tu 'nvece... te fai 20 minuti de bicicletta, 2 minuti piano piano, 1 minuto forte forte... tiè te metto pure 'a partita..."

'nvece nun c'era 'a partita c'era er Tiggi... con Berlusconi e la giustizia Italienisch.

Ho pedalato, e poi me ne so annato.
Esco tutto imbiffato godendomi le nuove sensazioni che i miei nuovi muscoli mi stavano dando.
Vado a ffa' le scale (qui G1 se la gode) e nun riuscivo a farle. Me so' dovuto appoggia' alla ringhiera ppe' nun casca', non riuscivo a piega' la gamba per permettere all'altra di raggiunger lo scalino sotto.

Ma la settimana prossima ci rivado.
Adesso c'ho la mia cartellina con il programma e tutto, poi me danno pure la tessera... e nun me so manco dovuto crea' un account!

martedì 11 gennaio 2011

Il Buffone

Con questo inauguro la serie dei post perduti ovvero tutti quei post che avrei già dovuto scrivere, che avrei voluto scrivere ma che non ho scritto per chissà quale motivo.

Iniziamo con un elogio alla pazzia...
È un pensiero che ho partorito mesi or sono e sicuramente qualcun'altro lo avrà già pensato ed elaborato ma, siccome è venuto anche a me, ve lo ripropongo, con buona pace dei vari Erasmi miei predecessori.

Ero andato ad accompagnare due amici colleghi ad imbucare la loro lettera di licenziamento, in modo che potessero continuare a lavorare. No, non si tratta di una di quelle grigie vicende italiane in cui si firma la lettera di dimissioni il giorno dell'assunzione, è una di quelle grige vicende tedesche in cui vieni palleggiato... insomma eravamo andati ad imbucare queste lettere ma siccome io non dovevo imbucarla e non mi andava di fare la fila, ho atteso fuori dalla posta, su uno stretto marciapiede a guardare le macchine passare.
Durante il non breve tempo di attesa (le lettere andavano affrancate e consegnate allo sportello) accadderò due cose importanti:
  1. È passata una ragazza bellissima per la quale mi sarei buttato a correre in mezzo al traffico, avrei eretto torri, sradicato montagne conquistato regni e affondato intere flotte. Ma non mi ha chiesto nulla di tutto ciò e allora l'ho lasciata andare.
  2. Ho cogitato quanto segue:
La Conoscenza è un percorso infinito, il nuovo sapere genera nuovi interrogativi che generano nuovo sapere e così via. Tuttavia se arrivassimo alla fine di questo percorso della Conoscenza troveremmo la Verità.
Ci sono pure delle scorciatoie più o meno truffaldine, che se non del tutto valide sono quanto meno funzionali.
Facciamo un esempio pratico, la Conoscenza è come un fumetto a episodi, di stampo bonelliano per intenderci, ogni numero aggiunge qualcosa ma non conclude mai la serie.
La Fede è come il numero 100 di Dylan Dog, sta alla fine ma non conclude lo stesso la serie.

Ad ogni modo la Conoscenza cresce a dismisura finchè la si coltiva. Il punto è che prima o poi sta Conoscenza andrà pure usata e l'esercizio della Conoscenza conduce al Potere.
E il Potere corrompe l'anima.
Un'anima corrotta è un'anima sofferente.
Insomma: beata ignoranza.
Ne avrei anche un altro di esempio sul fatto che è meglio essere stupidi se si vuole essere felici ma me lo tengo per un altro momento.
Ma la Conoscenza deve per forza portare male?
Eccheccazzo, l'amore per le arti e le scienze... ci deve essere un porto sicuro...

Ed eccoci qua al Buffone.
L'unico personaggio che storicamente sia mai riuscito ad accumulare abbastanza Conoscenza da incontrare la Verità, questo perchè la sua conoscenza non veniva esercitata in Potere. Nessuno gli ha mai dato retta. E lui stesso si fa beffe della Verità, unica strategia per poter sostenerne il peso è NON prenderla sul serio.
E avere un anima intonsa.
Che questo sia giusto o meno lascio ad altri giudicarlo.

Ricordo che all'epoca avevo elaborato tutto in maniera più figa.
Scrivere sto post dopo tutto 'sto tempo ha indebolito la verve e ora non mi sembra più la grande (ri-)scoperta del secolo, ma un... non so cosa... però mi sembra spoglio, quasi frivolo.

E però l'ho scritto uguale.
Perchè qualcuno me lo ha ricordato (bella Swipe) e perchè mi sono imbattuto in un filmato...

Ma prima di arrivare a questo filmato "scatenante" vorrei aggiungere qualche esempio, per compensare il calo di pressione fisiologico del post.

Sabina Guzzanti: "Io sono un buffone, ho fatto bene il mio lavoro e per questo ho visto il popolo."

Il Matto della Trilogia dei Lungavista, lampante esempio di Verità custodita, derisa e suggerita (nel deriderla). Ma per quanto sia affezionato al Matto, non posso non notare che il personaggio del Matto è costruito su una Maschera, passatemi il termine, già ben collaudata: quella dei Matti, appunto, per eccellenza.

Ed eccoci qui. Al filmato in cui mi sono imbattuto e a come ci sono arrivato.
Questo Natale non ho avuto la mia dose di teatro, di solito ho qualcuno che mi ci porta e mi appaga, ma quest'anno qualcuno è rimasto in Francia (saluti alla Regia), quindi ho deciso che andrò a teatro "in tedesco" e in preparazione di ciò ho iniziato a spizzarmi l'Interwebs e alla fine ho trovato questo.

Uno dei matti originali interpretati da quella che credo essere la mia attrice preferita nel lontano '72, nel teatro omonimo. Non l'ho riconosciuta subito ma l'ho subito adorata, in effetti l'ho vista stranamente poco per essere la mia preferita. Che volete, ho capito da poco che è la mia preferita sebbene in realtà lo sia sempre stata. Solo non ne ero consapevole.

Ho infatti da poco scoperto che è sempre stata al mio fianco: fin da quando mi leggeva le favole di Gobbolino in età prescolare (e fateci caso era in buona compagnia!) e passando poi per quei miti infantili-adolescenziali che ci porteremo appresso fino alla tomba, tipo Guerre Stellari.

E questa è stata una delle sue prime interpretazioni, ed è anche uno dei Buffoni originali, nel senso originale del termine :p cioè uno di quelli cui si sono ispirati tutti gli altri, che ha posto un punto di riferimento letterario, inciso un icona ecc... ecc...
Il video dovrebbe partire da una delle scene del Matto, altrimenti andate manualmente a 36:40. Ma vi consiglio di vederlo tutto perchè... è bello!



E chissà se l'omonima della sorella più grande non vorrà esplicitare tutti i riferimenti anonimi del post.


Dulcis in fundo: la mia prima parte è stata proprio un buffone: Beccotorto in Nuvola d'Oro... Che sulla rete... NON ESISTE?!

APPELLO DISPERATO A CHI TROVI MAI QUESTO TESTO, VI PREGO LINKATEMELO!

@Liubang, il manicomio di Bedlam veniva già citato da Shakespeare, curioso no?

lunedì 9 agosto 2010

La retrovia


Qualche giorno fa (rispetto a quando scrivo non a quando pubblico) mi apprestavo a togliere i vestiti dallo stendino e a piegarli per riporli nell'armadio.
Il compito, come la maggior parte delle cose relative al vestiario, mi era e mi è inviso, quindi solitamente cerco di sbrigarmi. Ripongo tutto in fretta e furia e mi dedico a cose molto più divertenti e ludigubriose.
Ma era un giorno speciale.
Avevo appena acquistato Starcraft 2 ed ero di buon umore, inoltre il fatto che il suddetto SC2 richiedesse qualche ora per essere scaricato (grazie iSamus per il tip dell'upload, è passato così tanto tempo dai tempi del 56k che non ci pensavo più!) mi costringeva ad avere tanto tempo libero senza poter usare internet (la banda era ovviamente prioritariamente assegnata al download).
Così per passare il tempo mi sono messo a piegare i vestiti con cura. Ma lo sapete che certe magliette se le pieghi bene sembrano quasi stirate? Mappensate...
Nella certosina opera di piegatura mi sono ritrovato in una dimensione di intimo contatto con le mie magliette che non avevo mai esperito prima, nonostante le indossi tutti i giorni.
Piccola premessa: sebbene non ci abbia mai riflettuto sopra, le magliette sono forse il mio capo d'abbigliamento preferito, ricordo innumerevoli liti con mamma che pretendeva di dover buttare quelle vecchie, scolorite e coi buchi sotto le ascelle ed io che le difendevo a stampella tratta... Purtroppo da quando ho lasciato il nido nessuno è rimasto a difenderle...

...

Dopo aver osservato il minuto di silenzio, posso proseguire.
Tra le varie magliette stranerd inneggianti a Portal o a L4D ce ne era anche una che a guardarla mi sono quasi commosso. A riscoprirla intendo, perchè continuo ad indossarla tutti i giorni...
Parlo della maglietta che ottenni a Cantalupo quando partecipai ad ARTEr.i.e. con il mio "asilo" teatrale. Davano una maglietta a tutti gli artisti che partecipavano, di un colore diverso a seconda dell'arte... in realtà, se non ricordo male, quelle per gli attori erano finite e ce ne dettero di nere che non ricordo a cosa si riferivano... ma andavano bene tanto facevamo i mimi quella sera.
È stata una gran serata, ho guadagnato due o tre pasti (sono tornato a consumare i buoni che ci hanno dato anche la sera dopo), ho preso in giro le vecchiette offrendo loro frutta inesistente, ho trasportato vetri e massi su per le salite di Cantalupo e soprattutto ho passato l'intera nottata a lottare con dei bambini che mi avevano eletto a boss di fine livello della loro estate, e abbiamo lottato tutta la notte. Io ero il triplo di loro ma loro erano 3 volte di più! In più avevo l'handicap di non poter emettere alcun tipo di vocalizzo perchè "i mimi non pallano", ma quante ne sapevano quei mocciosi.

Però mi sono divertito. E non riesco a capacitarmi del fatto che non faccia più queste cose.
E sono convinto che tornerò a farle, non so perchè.

Comunque da quella sera la maglietta venne di fatto arruolata tra le file delle truppe d'assalto, l'elite del plotone di stanza nel mio armadio, con i gradi guadagnati sul campo.

AT-TENTI!!!

Le ho assegnato un posto vicino alla maglietta-che-non-può-essere-indossata, che sebbene abbia una storia altrettanto affascinante è ancora intonsa, essendo stata indossata una volta sola.
E qui arriviamo alle note dolenti, le condizioni attuali della maglietta.
Inizia a risentire del peso degli anni e dei viaggi. È un po' scolorita, sgualcita, il tessuto è liso, le scritte sono un po' sbiadite.
Ma sempre leggibili: FA DELLA TUA VITA UN'OPERA D'ARTE. Un inno, un motto, un monito, un consiglio, una filosofia... qualcosa che ho indossato fino ad ora, e spero di continuare a portare con me anche dopo il congedo.

Spaventato la controllo con più attenzione. L'anno scorso una flotta di tarme razziatrici ha attaccato il distaccamente dell'armadio-di-legno ferendo alcuni dei miei fanti in malo modo (alcuni hanno addirittura dovuto lasciare il servizio) e solo con l'uso delle armi chimiche siamo riusciti a respingere le incursioni.
Tutto a posto. La mia prediletta era uscita indenne anche da quello scontro.
Rimane il fatto che ormai -sigh- ci siamo. Non credevo che le magliette potessero invecchiare, ma questa lo ha fatto.
Ho dovuto ammettere che arriva il momento in cui alcuni oggetti non possono più continuare ad essere usati. Non perchè io mi sia stancato di loro, ma per rispetto a tutti gli anni di servizio resi. Non meritano di finire distrutti.
Sono come i francobolli. Possono essere collezionati prima che si rovinino ma sempre e solo dopo che hanno compiuto il loro dovere.
E lei il suo dovere lo ha fatto. Dopo lo straordinario esordio mi ha sempre accompagnato: sul primo posto di lavoro, alle cene con gli amici e, passando per la Polonia, fino alla mia ultima fantastica avventura: la campagna di Germania, dalla quale ancora non mi ritiro.
Ma è giusto che qualcuno lasci il fronte.
Ovviamente non sto parlando di buttarla, ma creero una retrovia nel mio armadio, dove terrò le magliette di riserva, che non possono essere buttate, ma nemmeno sprecate nella quotidianità.
Le dispiegherò solo nelle grandi occasioni delle parate o nei casi di estremo bisogno (può sempre capitare di ritrovarsi senza vestiti puliti quando non hai la lavatrice in casa).
Magari dentro l'armadio batterà la stecca alle novelline nerdmagliette, che coi bambini ci combattono solo online.

E non chiamatela vecchia, ma Veterana!!!

RI-POSO

sabato 10 luglio 2010

Incitamenti alla lettura


Post molto rapido, scritto sulla scia degli eventi, ma che probabilmente verrà pubblicato a scoppio ritardato per non intasare le linee.
Quindi tutti riferimenti temporali (ieri, oggi ecc) saranno più confusi che in un episodio di Lost.

Ieri mi arriva questa mail da amazon che mi spinge ad installare Kindle su Mac (ovviamente c'è pure per PC, iPad ecc...)

Ed io ci casco.
Prima la cestino come spam. Poi ci ripenso. La ripesco, clicco sul link e lo scarico.

Ovviamente è vuoto, non ci sono libri da leggere a Gratis.
Quindi ovviamente vado sul sito di Amazon a vedere cosa hanno in catalogo. E mi perdo a guardare...
Premetto che non sono mai stato tentato dal leggere i libri su schermo, la carta mi piace troppo.
Ma "100 hundred book" devo ammettere che non mi era dispiaciuto... In più qui si tratta di accedere a tutte le pubblicazioni americane in tempo reale, in un click, a costi infimi.
Tutti i fantasy che in Italia arrivano solo se hanno tanto successo, per esempio, negli USA vengono pubblicati e quindi puoi scoprire i nuovi talenti in erba senza che nessuno li filtri per te!
E ovviamente questo si applica a tutte le altre pubblicazioni. Certo devi leggere in Inglese ma tanto...

È lo Steam dei libri! Mancano solo gli achievement.
Per fortuna ho già abbastanza cose da leggere. E poi lo so, se li scarico su Mac, poi mi rode e mi comprerei pure il Kindle o l'iPhone per poterli leggere in giro. (Il Kindle vero è proprio per chi non lo sape, ha connettività 3g gratuita. cioè compri l'apparecchietto e poi ovunque sei ti scarichi il tuo libro...)

Entrerei in un circolo vizioso senza fondo ("senza uscita" non rende bene l'idea).
E tutti i libri che ancora mi guardano dalla mia libreria su anobii?
Farebbero la fine dei videogiochi che mi guardano dal mio account su Steam e che ancora devo giocare.
No, per carità, posso aspettare.

Ma le tentazioni non finirono qui.
Oggi ho accompagnato un collega (credo ci si possa riferire a lui come "Swipe") a Hugeldubel.
Questo posto è un eterna tentazione.
E ogni volta mi riprometto che ci vado a passare una giornata. Magari domani.
Ovviamente è una libreria.
Grande. Con testi in Tedesco (tanto mi hanno detto che prima del corso 6 non li posso leggere) ma anche in Inglese, Spagnolo... uno (1) l'ho visto anche in Italiano.
Intanto è bellissimo perchè ci trovi di tutto.
Milioni di libri di cucina Italiana.
La guida turistica di Roma cor Colosseo che si impone sulla copertina (e ci si commuove).
"Der Name de Windes" (eheh indovinate cos'è?)
"The name of the Wind" in edizione "tascabile".
Milioni di Vampiri e Zombie.
Il nuovo libro di Tolkien (come cacchio farà a pubblicare postumo... ma questo è interessante tutto scritto in Rima se lo apri sembra l'Eneide)
Eccetera.
In questo caso Swipe cercava la sezione d'arte, dove non serve sapere il Tedesco o l'Inglese, perchè per lo più sono foto.
Cercava qualcosa di Bansky.
Ora io non conosco molto di questo artista. So solo quello che ho visto sbirciando al volo il libro acquistato da Swipe.
È un genio. Nella sua attività outdoor sfrutta quello che gli propone l'ambiente e ci ricama sopra.
Questa sua attività gli ha procurato non poche grane con la polizia locale.
Sul retro di copertina c'è una dichiarazione della polizia di Bristol, una cosa del tipo (cito e traduco a memoria) "Se pensi di avere una nostra dichiarazione come frase di copertina del tuo libro, ti sbagli di grosso!".
Sembra un artista conscio del suo potere. Il potere di scrivere sui muri. Una volta ha scritto su un muro una cosa del tipo (sempre a memoria) " Spazio riservato ai graffiti, non multare".
Ha poi osservato e fotografato il muro per qualche tempo... e si è riempito di graffiti, ovviamente.
Quali altre furbate mi sono rimaste impresse?
Entrare nei musei e appenderci i propri quadri... che dopo un mese stavano ancora lì e la gente li guardava...
E questa sembra un altra sua caratteristica. Osserva le sue opere mentre crescono... Cosa succede dopo un po' che le ha messe lì, qual'è la reazione della gente...
Il cartello "attenzione: materiale radioattivo diffuso nell'ambiente" (sempre a memoria) reso ancora più credibile dal fatto che le autorità ci avevano messo vicino un poliziotto che tranquillizzasse la gente dicendo che era tutto sottocontrollo...

CAZZO ma io stavo parlando di Hugendubel!!!

Ci trovi anche Pussy Power, proprio vicino a Bansky, la cui copertina è molto più grande credetemi di quanto appare nel link.
Ci trovi una connessione wireless aperta (quando farò la giornata Hugendubel mi porterò il DSi ovviamente).
Ci trovi lettori e lettrici accomodati sui divanetti o sulle scale che leggono leggono leggono, assorti e intressati (a volte, se ti distrai abbastanza sembra la libreria di Eureka 7.


Ci trovi anche l'immancabile caffè, con gente che legge e degusta.


Creature strane che ti offrono i loro strani ninnoli


Palloncini e tanti libri disposti su tanti piani...


Insomma prima Kindle poi Hugendubel... questo è il mio corpo che vuole farmi capire che se pure quest'anno non vado alla fiera del libro, ci saranno "unforseen consequences"...

E anche stasera ho rifatto tardi per postare... no no, bella idea questa del blog.
(bella davvero, mi scarica proprio scrivere ;) ).

PS: Semmai Swipe leggerà questo post, aspetto la mail su Banski. Poi possiamo tornare a leggerci Pussy Power.
PPS non ho mica capito se puoi leggere libri dallo scaffale o devi portarti i tuoi... come se qualcuno controllasse.
PPS alla fine pubblicherò questo post domani. Quando magari sarò già a Hugendubel o a farmi una birra sul fiume.

mercoledì 7 luglio 2010

Il Mistero delle Scarpe Assassine




C'erano una volta due piedi che abitavano in un ufficio con molti impiegati e poca aria condizionata. La loro casa erano delle abitazioni dinamiche, da ginnastica con una comoda suola di gomma nera che fungeva anche da airbag in caso di sinistri al piede destro e in caso di destri al piede sinistro.
Tuttavia questa gomma con l'arrivo della calura estiva, che si sprigiona sempre in estate anche laddove non c'è il sole, risultò piuttosto sgradita ai due piedi, nonostante l'avessero sempre adorata, curata e mantenuta per più di 30 lunghi anni. All'inizio non volevano ammetterlo, (soprattutto il Piede Sinistro).
"Forse sarà il caso di comprarci una nuova casa..." disse il Destro.
"Ma non ricordi - lamentava il Sinistro - quando eravamo giovani e giocavamo giù per la Ripa (la Reppa nel dialetto del luogo dove all'epoca sostavano quei piedi), che ci costringevano ad indossare quelle ciavatte e ogni volta che saltavamo nella terra o in mezzo all'erba alta o nel sottobosco, ci ritrovavamo sempre pieni di punture, ortica, rametti, e ovviamente sempre sporchi di terra... insomma una buona casa deve proteggerci dalle insidie del mondo esterno!"
"Si - rispose Destro - ma non deve mica opprimerci come fosse una gabbia, e poi di che ti lamenti te, sono sempre stato io quello a farsi male in famiglia".

Finchè un giorno, non si incontrarono per caso sotto la scrivania dell'ufficio entrambi (s)vestiti solo di un fantasmino nero. Hanno dovuto ammettere, non senza un certo imbarazzo (immaginate di incontrare inaspettatamente il vostro coinquilino e siete tutti e due in mutanne!), che qualcosa decisamente non andava.
Deciserò così di compiere il grande passo (una decisione che due piedi saggi non prendono mai sottogamba!)
Erano anche disposti a spenderci un po' di soldi per questa nuova casa, si erano insomma messi l'anima in pace come si suol dire.
Immaginatevi un po' la sorpresa quando, una volta all'agenzia immobiliare, scoprirono che c'erano anche appartamentini economici e ben ventilati. Talmente economici che presi dall'entusiasmo stavano per comprarne 2, uno per l'ufficio e un'altro per andarci durante le ferie.
Fu solo l'avvedutezza del piede destro a scongiurare il mutuo: "Aspetta! Non facciamo il passo più lungo della gamba. E se poi non ci troviamo bene? Avremmo speso il doppio dei soldi inutilmente... no, meglio sceglierne uno solo e vedere come ci troviamo, se ci mancheranno le nostre mura di gomma potremmo tornare indietro senza averci rimesso troppo."
"D'accordo" acconsentì il Sinistro, "male che va, potremmo comprarne un altro più avanti, a questi prezzi".

Si trattava ora di decidere quale prendere. A Destro piaceva molto un modello con il balconcino davanti, dal quale potevano sporgersi per respirare l'aria fresca di Francoforte (e paragonata all'aria dentro le mura di gomma... credetemi è davvero fresca!!!).
Ma Sinistro si faceva ancora delle paranoie... così alla fine presero un modello senza balcone ma con una porta a vetri sul retro, delle finestre ai lati e degli ampi lucernari.
Ovviamente prima vollero visitarlo, entrarono dentro e mosserò i primi passi sorridendo per il nuovo comfort. "Meraviglia! Sembra di indossare una seconda pelle" "Gaudio! sembra costruita Vodafone!" (che nel gergo dei piedi significa "tutto intorno a te", poverini non hanno mai visto un telefonino).
Insomma i piedi erano l'immagine della felicità, tant'è che il proprietario del negozio vedendoli inserì subito 3 calzascarpe in Cassa Integrazione.
Si stava così comodi e freschi che nel loro entusiasmo pre-acquisto i due piedi si scoprirono, senza alcun imbarazzo, a fare le unghie dolci a delle procaci caviglie che si stavano provando un infradi-tanga proprio lì vicino e che, sorprese senza nulla addosso e scocciate dalle inattese attenzioni dei nostri, li insultarono dando loro, appunto, dell'"ATTREZZO DA SCASSO!!!" prima di andarsene sbattendo i tacchi (bhè? è risaputo che il piede di porco ha una vita notturna molto attiva, ma non una buona reputazione).
I nostri due provarono a tallonarle per un po' ma si stava facendo tardi e volevano rientrare prima del calar dell'alluce.
Così, ancora tronfi di esuberanza per la nuova magione, si recarono dalla cassiera che contagiata dal loro entusiamo additò il loro nuovo pavimento e in una lingua che non riuscireste a capire nemmeno se pagaste 420 euri offrì loro una moquette per rendere ancora più soffice il loro soggiorno.
I due piedi preserò anche la moquette, sapete come vanno queste cose.

Dal giorno dopo i due piedi si trasferirono, ma...
"Ouch!" si lamentò Destro dopo un po'.
"Che c'è?" chiese Sinistro subito allarmato.
"Il davanzal sul retro... continuo a sbatterci contro... mi sono anche graffiato" rispose Destro " ma è colpa mia sono un po' distratto e cammino storto!" aggiunse subito per tranquillizzare il suo socio.
Per i prossimi due giorni Destro evitò di lamentarsi, e piano piano la sua determinazione diede i suoi frutti, fece il callo al davanzale posteriore e non ebbe più alcun fastidio.
Ma le cose per Sinistro non furono così facili...
Anche se all'inizio non disse nulla per tenere il passo con Destro, quando questi lo vide zoppicare e si fermò per capire cosa stesse succedendo si accorse che Sinistro stava.. SANGUINANDO!!!
Era pieno di escorazioni sulla nuca (che sarebbe il dietro del collo del piede no?) e sanguinavano per bene, altro che calli, qui si sarebbe formata una crosticina bella e buona. Per fortuna che la dea Gatta donò a Sinistro delle bende per sopportare il dolore e proteggere la ferita.
"Oh, che Sola che 'emo preso!" si lamentarono i due contemporaneamente e quindi inciamparono nel farlo.
"Sembrava un'ottima scelta, invece quasi non riusciamo più a muoverci" piagnucolò Sinistro.
"Dovremmo tornare nella gomma, lì puoi anche pogare contro i muri senza farti male"
"Si ma tu tornerai a risoffrire il caldo... e poi ormai abbiamo fatto l'acquisto... avevi ragione dovevamo prendere quel balcone..."

Per un attimo considerarono di abitare uno nella gomma e l'altro tra le finestre, ma avrebbero perserò credibilità presso gli altri piedi dell'ufficio.
"Quella cassiera ci ha fatto lo sgambetto!" tuonò Destro, "Ma possibile che bisogna essere ammanicati pure per comprare delle... "
"Sembrava così gentile, ci ha perfino consigliato la moquette..."
...
...
"?!?" lo interruppè Destro
"!?!" assertì Sinistro.
"LA MOQUETTE!!!" gridarono all'unisono ma per fortuna stavolta erano già sdraiati e non caddero.
In men che non si dica, da piedi ben addestrati quali erano, deciserò chi doveva scendere prima dal letto dove stavano facendo il bagno nudi e corsero alla magione con le finestre così in fretta che ci vorrebbe il fotofinish per capire chi è arrivato prima.

La moquette dal lato di Sinistro era tutta piena di bozzi... la tolserò.
Ma certo! Quello che calzava a pennello prima era diventato un incubo per via dello spessorre della moquette che riduceva lo spazio!
Così i due amici rimossero la moquette e da allora si godono il fresco della loro nuova casa.
Almeno finchè non nevica.

Questa storia ci insegna che non bisogna eccedere nel lusso e nelle comodità, perchè ognuno ha la propria misura e trova la felicità solo in essa, nulla di più.

Questo testo è stato interamente scritto con questa tecnica. Il resto è tutta farina del mio sacco.
AHAHAHAAH! porcozio ci ho messo pure la morale! me ne stupefaccio!
E adesso premete play qui sotto e rileggetevi il post. La vostra esperienza di lettura esce arricchita dall'accompagnamento musicale?