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martedì 8 maggio 2012
Toh, Kojima!
Immagino debba ringraziare Twitter per questa bella esperienza. Qualche giorno fa infatti, tra i mille tweet dedicati al cibo, Hideo Kojima annunciò che avrebbe tenuto un incontro con i fan al Saturn sullo Zeil di Francoforte, all'interno del tour promozionale in giro per l'Europa per celebrare i 25 anni di una delle saghe più famose, epiche e appassionanti che il mondo dei videogiochi possa vantare: Metal Gear Solid.
Così è da ieri che il Maestro Kojima insieme a uno degli artisti più talentuosi in Konami, Yoji Shinkawa (character designer dello stesso Metal Gear Solid, Zone of the Enders), pubblica su Twitter foto della città, rendendomi stranamente orgoglioso di questo posto.
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martedì 13 marzo 2012
Una volta, un mio viaggio, iniziò così...
Sono più che consapevole che queste persone non leggeranno mai queste righe.
Il fatto che non parlino Italiano e non conoscano il mio nome non dà adito a dubbi.
Ciononostante vorrei qui scrivere un Omaggio, un Tributo, un Riconoscimento all'autista del bus di linea 62 e al simpatico passeggero che la sera dell'8 Marzo, dalle 19:36 in poi, mi han fatto arrivare in tempo a prendere l'aereo per Roma.
Prendo il bus per l'aeroporto con saggio anticipo sull'ora del decollo, tuttavia dopo poche centinaia di metri si ferma. Ignoro l'evento, assorto in uno dei livelli extra di Pullblox.
La sosta si prolunga. Alcuni passeggeri chiedono di scendere e procedono a piedi.
Al che mi sporgo sul corridoietto, guardo oltre il conducente e noto un'anomala fila di macchine (c'era anche un altro bus) davanti a noi che termina davanti a un'ambulanza e un'auto della polizei. Sirene lampeggianti.
Vabbene, siamo in Germania, non può durare tanto.
Un altro passeggero scende a fumare una sigaretta. Risale. Parlano in tedesco.
Intanto son passati una quarantina di minuti, due smart della fila davanti a noi si girano sul posto e tornano indietro arrampicandosi sul marciapiede al mio fianco.
Stento qualcosa in tedesco cercando di capire quanto ancora durerà la sosta, spiegando che devo andare a prendere un aereo mostrandomi un po' preoccupato... l'alternativa la so, scendere, camminare e prendere altri 2 mezzi... ma è sempre un rischio.
Attimi interminabili.
Il fatto che non parlino Italiano e non conoscano il mio nome non dà adito a dubbi.
Ciononostante vorrei qui scrivere un Omaggio, un Tributo, un Riconoscimento all'autista del bus di linea 62 e al simpatico passeggero che la sera dell'8 Marzo, dalle 19:36 in poi, mi han fatto arrivare in tempo a prendere l'aereo per Roma.
Prendo il bus per l'aeroporto con saggio anticipo sull'ora del decollo, tuttavia dopo poche centinaia di metri si ferma. Ignoro l'evento, assorto in uno dei livelli extra di Pullblox.
La sosta si prolunga. Alcuni passeggeri chiedono di scendere e procedono a piedi.
Al che mi sporgo sul corridoietto, guardo oltre il conducente e noto un'anomala fila di macchine (c'era anche un altro bus) davanti a noi che termina davanti a un'ambulanza e un'auto della polizei. Sirene lampeggianti.
Vabbene, siamo in Germania, non può durare tanto.
Un altro passeggero scende a fumare una sigaretta. Risale. Parlano in tedesco.
Intanto son passati una quarantina di minuti, due smart della fila davanti a noi si girano sul posto e tornano indietro arrampicandosi sul marciapiede al mio fianco.
Stento qualcosa in tedesco cercando di capire quanto ancora durerà la sosta, spiegando che devo andare a prendere un aereo mostrandomi un po' preoccupato... l'alternativa la so, scendere, camminare e prendere altri 2 mezzi... ma è sempre un rischio.
Attimi interminabili.
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domenica 4 dicembre 2011
Avvento
A Schwanheim si festeggia questo week-end, la notizia dell'avvento del Sindaco, dell'Imperatore, del Fratello e delle Dame.
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lunedì 14 novembre 2011
L'inverno è alle porte
8 indizi da cui capire che è arrivato il momento di mettere la bici in cantina:
- La superficie dei pedali della tua bici sono ghiacciati ed è impossibile pedalare senza rischiare di castrarsi
- Pedalando a bocca aperta per lo sforzo fisico, la lingua resta attaccata al palato
- Ritrovarsi con la faccia paralizzata per due ore in ufficio con un'espressione di pura gioia dopo che, assorto tra mille pensieri, la mente ha giocato un brutto scherzo ed è riaffiorato vivido il ricordo della faccia di Flavio Biondi che gioca a Mario Kart
- Un tuo collega Tedesco ti dice "Che coraggio, neanche io prenderei la bici oggi"
- La vecchina Tedesca fuori dal suo vialetto, vedendoti arrivare, ti tira il sale addosso nel tentativo di scongelarti
- Il capo ti convoca nel suo ufficio dopo che qualcuno si è lamentato del tuo sistema "alternativo" per digitare la password del tuo computer la mattina, senza dover usare i monconi ghiacciati che ti ritrovi al posto delle dita
- L'acqua in ufficio viene sostituita con del Glühwein
- Improvvisamente realizzi che anche la nebbia si è ghiacciata
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domenica 16 ottobre 2011
Frankfurter Buchmesse
Ci sono voluti ben tre anni e mezzo, ma alla fine ce l'ho fatta a visitare la fiera del libro più importante d'Europa. Devo dire che fresco dell'esperienza di Colonia con la Gamescom, ero un pò preoccupato per aver scelto di andarci di Domenica, ma alla fine, come a rimarcare le differenze che i due media, videogiochi e libri, inevitabilmente hanno, non ho trovato tutto questo caos, pur constatando che l'affluenza alla fiera era comunque sorprendentemente alta.
A differenza della Gamescom tuttavia, ancora mi sfugge cosa una fiera di libri possa davvero offrire al visitatore. Ci sono migliaia di libri è vero, ma a differenza di un videogioco, un libro necessita tempo per comunicare qualcosa al lettore: puoi sfogliarlo, leggere la trama o i commenti in quarta di copertina, puoi essere attratto dalla cover stessa, o dal tipo di edizione del libro, ma poi?
Immaginate decine di padiglioni enormi, al cui interno ci sono centinaia di stand con scaffali pieni zeppi di libri, in tutte le lingue, tutte le edizioni; libri piccoli, grandi, pieni di foto o immagini.
Cosa fare? Da dove iniziare? Bisogna andare preparati e cercare una casa editrice o un autore specifico, o bisogna girovagare senza meta e fermarsi quando qualcosa attira l'attenzione?
A differenza della Gamescom tuttavia, ancora mi sfugge cosa una fiera di libri possa davvero offrire al visitatore. Ci sono migliaia di libri è vero, ma a differenza di un videogioco, un libro necessita tempo per comunicare qualcosa al lettore: puoi sfogliarlo, leggere la trama o i commenti in quarta di copertina, puoi essere attratto dalla cover stessa, o dal tipo di edizione del libro, ma poi?
Immaginate decine di padiglioni enormi, al cui interno ci sono centinaia di stand con scaffali pieni zeppi di libri, in tutte le lingue, tutte le edizioni; libri piccoli, grandi, pieni di foto o immagini.
Cosa fare? Da dove iniziare? Bisogna andare preparati e cercare una casa editrice o un autore specifico, o bisogna girovagare senza meta e fermarsi quando qualcosa attira l'attenzione?
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lunedì 3 ottobre 2011
Matze & Nadine Hochzeit
Tutto è iniziato nella disperazione dell'organizzazione all'ultimo momento. Eppure avevamo avuto un bel pò di tempo per prepararci, e in effetti questi mesi di attesa erano stati sfruttati per procurarsi un buon vestito, camicia, cravatta, scarpe, cintura, per organizzare i pernottamenti sul luogo, per i vari regali e pensieri agli sposi. Ma il viaggio era stato messo un pò in disparte diciamo, forse troppo sicuri delle ferrovie Tedesche. Non avevamo considerato tuttavia il lungo week-end di questa settimana, con il 3 Ottobre festa Nazionale: e così la mattina prima di mettersi in viaggio, abbiamo scoperto che i treni erano tutti strapieni, nessun posto a sedere prenotabile, tratta con più di uno scambio, costi non proprio popolari e il rischio di farsi più di due ore e mezza in piedi con bagagli al seguito.
Così, all'ultimo secondo abbiamo optato per affitare una macchina, ed ecco che improvvisamente mi sono ritrovato a fare 500km dopo 10 mesi senza toccare volante, sulle strade Tedesche piene di cartelli stradali intimidatori e tristi che più tristi non si può. A questo aggiungiamo la classica partenza idiota (in contrapposizione alle partenze intelligenti) che ci hanno intrappolato nel traffico per circa 4 ore.
Così, all'ultimo secondo abbiamo optato per affitare una macchina, ed ecco che improvvisamente mi sono ritrovato a fare 500km dopo 10 mesi senza toccare volante, sulle strade Tedesche piene di cartelli stradali intimidatori e tristi che più tristi non si può. A questo aggiungiamo la classica partenza idiota (in contrapposizione alle partenze intelligenti) che ci hanno intrappolato nel traffico per circa 4 ore.
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domenica 21 agosto 2011
Gamescom 2011
Sono stati 5 giorni di celebrazione del videogioco, ma quest'anno ero dall'altra parte della barricata, per lavoro ad esporre invece che a vedere. Un'esperienza molto bella, ma decisamente massacrante, dove non ho avuto il tempo e le forze per vedere la fiera come meriterebbe di essere vista da un gamer.
Eppure l'entusiasmo dei fan Nintendo, mi ha fatto sentire davvero bene e riempito di responsabilità oltre che di orgoglio nel far parte in qualche modo di questa industria.
Menzione speciale per il 25° compleanno di Zelda (e Link!) che ha mosso centinaia e centinaia di persone ad accalcarsi sotto il palco per lo show, moltissimi vestiti dai personaggi della serie, oppure in coda (anche di 4 ore!) per provare 10 minuti contati il nuovissimo Zelda Skyward Sword; e poi i commoventi messaggi lasciati sul muro commemorativo, alcuni simpatici, moltissimi emozionanti e pieni di gratitudine.
Vi lascio con una galleria di immagini della fiera (più che altro dello stand Nintendo).
A Gamescom 2012!
Eppure l'entusiasmo dei fan Nintendo, mi ha fatto sentire davvero bene e riempito di responsabilità oltre che di orgoglio nel far parte in qualche modo di questa industria.
Menzione speciale per il 25° compleanno di Zelda (e Link!) che ha mosso centinaia e centinaia di persone ad accalcarsi sotto il palco per lo show, moltissimi vestiti dai personaggi della serie, oppure in coda (anche di 4 ore!) per provare 10 minuti contati il nuovissimo Zelda Skyward Sword; e poi i commoventi messaggi lasciati sul muro commemorativo, alcuni simpatici, moltissimi emozionanti e pieni di gratitudine.
Vi lascio con una galleria di immagini della fiera (più che altro dello stand Nintendo).
A Gamescom 2012!
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domenica 23 gennaio 2011
Viaggio nella Foresta Nera
Appena tornati da un gran bel week-end che abbiamo passato a casa di amici nel sud della Germania, nella valle della Black Forest, Schwarzwald, appunto. L'occasione è stato il compleanno di due nostri amici che vivono da quelle parti (Auguri Matthias, auguri Nadine!), in uno dei paesini della bellissima valle dove la leggendaria Foresta Nera tutto avvolge.
E' veramente difficile non viaggiare con la fantasia quando ci si trova lungo questa stretta vallata, dove la fittissima foresta, soprattutto al calar della sera, evoca fantasie medioevali, cavalieri, draghi, castelli e taverne dove rifugiarsi. Sicuramente è la parte della Germania che più mi è piaciuta fino ad ora, e se l'anno scorso, sempre in questo periodo, abbiamo avuto la fortuna di visitare l'incantevole e fiabesca Friburgo, quest'anno abbiamo deciso di spingerci un pò più a nord, in una cittadina termale chiamata Baden Baden (non è un errore di battitura, la città ha due nomi... uguali... è come se Rieti si chiamasse Rieti Rieti...). Le foto che trovate nella galleria vengono principalmente da Baden Baden, davvero graziosa con le sue terme romane (Caracalla?!) e il suo incantevole e misterioso castello; pur essendo poco più che un rudere, il castello era interamente visitabile, dai suoi vicoli, ai suoi cortili, fino su in cima alle sue torri di guardia o giù nelle sue segrete e camere interne. Nelle foto vedrete un panorama incredibile con un bellissimo tramonto, la Foresta Nera nella vallata e intorno al castello e in alcuni particolari vi accorgerete anche della presenza di strani individui vestiti con mantelli e armature, che impugnano archi e spade: eggià perchè all'interno del castello stavano giocando una partita di gioco di ruolo dal vivo, e ovviamente il pensiero e subito corso a molti dei nostri amici.
Ci sarebbero anche altre belle foto da farvi vedere, ma preferiamo tenerle per un dopo cena, in privato.
P.S.
Tra le altre foto, c'è anche qualche scatto culinario... alla faccia di chi mi dice ancora che in Germania si mangia male...
E' veramente difficile non viaggiare con la fantasia quando ci si trova lungo questa stretta vallata, dove la fittissima foresta, soprattutto al calar della sera, evoca fantasie medioevali, cavalieri, draghi, castelli e taverne dove rifugiarsi. Sicuramente è la parte della Germania che più mi è piaciuta fino ad ora, e se l'anno scorso, sempre in questo periodo, abbiamo avuto la fortuna di visitare l'incantevole e fiabesca Friburgo, quest'anno abbiamo deciso di spingerci un pò più a nord, in una cittadina termale chiamata Baden Baden (non è un errore di battitura, la città ha due nomi... uguali... è come se Rieti si chiamasse Rieti Rieti...). Le foto che trovate nella galleria vengono principalmente da Baden Baden, davvero graziosa con le sue terme romane (Caracalla?!) e il suo incantevole e misterioso castello; pur essendo poco più che un rudere, il castello era interamente visitabile, dai suoi vicoli, ai suoi cortili, fino su in cima alle sue torri di guardia o giù nelle sue segrete e camere interne. Nelle foto vedrete un panorama incredibile con un bellissimo tramonto, la Foresta Nera nella vallata e intorno al castello e in alcuni particolari vi accorgerete anche della presenza di strani individui vestiti con mantelli e armature, che impugnano archi e spade: eggià perchè all'interno del castello stavano giocando una partita di gioco di ruolo dal vivo, e ovviamente il pensiero e subito corso a molti dei nostri amici.
Ci sarebbero anche altre belle foto da farvi vedere, ma preferiamo tenerle per un dopo cena, in privato.
P.S.
Tra le altre foto, c'è anche qualche scatto culinario... alla faccia di chi mi dice ancora che in Germania si mangia male...
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sabato 22 gennaio 2011
sabato 10 luglio 2010
Incitamenti alla lettura

Post molto rapido, scritto sulla scia degli eventi, ma che probabilmente verrà pubblicato a scoppio ritardato per non intasare le linee.
Quindi tutti riferimenti temporali (ieri, oggi ecc) saranno più confusi che in un episodio di Lost.
Ieri mi arriva questa mail da amazon che mi spinge ad installare Kindle su Mac (ovviamente c'è pure per PC, iPad ecc...)
Ed io ci casco.
Prima la cestino come spam. Poi ci ripenso. La ripesco, clicco sul link e lo scarico.
Ovviamente è vuoto, non ci sono libri da leggere a Gratis.
Quindi ovviamente vado sul sito di Amazon a vedere cosa hanno in catalogo. E mi perdo a guardare...
Premetto che non sono mai stato tentato dal leggere i libri su schermo, la carta mi piace troppo.
Ma "100 hundred book" devo ammettere che non mi era dispiaciuto... In più qui si tratta di accedere a tutte le pubblicazioni americane in tempo reale, in un click, a costi infimi.
Tutti i fantasy che in Italia arrivano solo se hanno tanto successo, per esempio, negli USA vengono pubblicati e quindi puoi scoprire i nuovi talenti in erba senza che nessuno li filtri per te!
E ovviamente questo si applica a tutte le altre pubblicazioni. Certo devi leggere in Inglese ma tanto...
È lo Steam dei libri! Mancano solo gli achievement.
Per fortuna ho già abbastanza cose da leggere. E poi lo so, se li scarico su Mac, poi mi rode e mi comprerei pure il Kindle o l'iPhone per poterli leggere in giro. (Il Kindle vero è proprio per chi non lo sape, ha connettività 3g gratuita. cioè compri l'apparecchietto e poi ovunque sei ti scarichi il tuo libro...)
Entrerei in un circolo vizioso senza fondo ("senza uscita" non rende bene l'idea).
E tutti i libri che ancora mi guardano dalla mia libreria su anobii?
Farebbero la fine dei videogiochi che mi guardano dal mio account su Steam e che ancora devo giocare.
No, per carità, posso aspettare.
Ma le tentazioni non finirono qui.
Oggi ho accompagnato un collega (credo ci si possa riferire a lui come "Swipe") a Hugeldubel.
Questo posto è un eterna tentazione.
E ogni volta mi riprometto che ci vado a passare una giornata. Magari domani.
Ovviamente è una libreria.
Grande. Con testi in Tedesco (tanto mi hanno detto che prima del corso 6 non li posso leggere) ma anche in Inglese, Spagnolo... uno (1) l'ho visto anche in Italiano.
Intanto è bellissimo perchè ci trovi di tutto.
Milioni di libri di cucina Italiana.
La guida turistica di Roma cor Colosseo che si impone sulla copertina (e ci si commuove).
"Der Name de Windes" (eheh indovinate cos'è?)
"The name of the Wind" in edizione "tascabile".
Milioni di Vampiri e Zombie.
Il nuovo libro di Tolkien (come cacchio farà a pubblicare postumo... ma questo è interessante tutto scritto in Rima se lo apri sembra l'Eneide)
Eccetera.
In questo caso Swipe cercava la sezione d'arte, dove non serve sapere il Tedesco o l'Inglese, perchè per lo più sono foto.
Cercava qualcosa di Bansky.
Ora io non conosco molto di questo artista. So solo quello che ho visto sbirciando al volo il libro acquistato da Swipe.
È un genio. Nella sua attività outdoor sfrutta quello che gli propone l'ambiente e ci ricama sopra.
Questa sua attività gli ha procurato non poche grane con la polizia locale.
Sul retro di copertina c'è una dichiarazione della polizia di Bristol, una cosa del tipo (cito e traduco a memoria) "Se pensi di avere una nostra dichiarazione come frase di copertina del tuo libro, ti sbagli di grosso!".
Sembra un artista conscio del suo potere. Il potere di scrivere sui muri. Una volta ha scritto su un muro una cosa del tipo (sempre a memoria) " Spazio riservato ai graffiti, non multare".
Ha poi osservato e fotografato il muro per qualche tempo... e si è riempito di graffiti, ovviamente.
Quali altre furbate mi sono rimaste impresse?
Entrare nei musei e appenderci i propri quadri... che dopo un mese stavano ancora lì e la gente li guardava...
E questa sembra un altra sua caratteristica. Osserva le sue opere mentre crescono... Cosa succede dopo un po' che le ha messe lì, qual'è la reazione della gente...
Il cartello "attenzione: materiale radioattivo diffuso nell'ambiente" (sempre a memoria) reso ancora più credibile dal fatto che le autorità ci avevano messo vicino un poliziotto che tranquillizzasse la gente dicendo che era tutto sottocontrollo...
CAZZO ma io stavo parlando di Hugendubel!!!
Ci trovi anche Pussy Power, proprio vicino a Bansky, la cui copertina è molto più grande credetemi di quanto appare nel link.
Ci trovi una connessione wireless aperta (quando farò la giornata Hugendubel mi porterò il DSi ovviamente).
Ci trovi lettori e lettrici accomodati sui divanetti o sulle scale che leggono leggono leggono, assorti e intressati (a volte, se ti distrai abbastanza sembra la libreria di Eureka 7.
Ci trovi anche l'immancabile caffè, con gente che legge e degusta.

Creature strane che ti offrono i loro strani ninnoli
Palloncini e tanti libri disposti su tanti piani...
Insomma prima Kindle poi Hugendubel... questo è il mio corpo che vuole farmi capire che se pure quest'anno non vado alla fiera del libro, ci saranno "unforseen consequences"...
E anche stasera ho rifatto tardi per postare... no no, bella idea questa del blog.
(bella davvero, mi scarica proprio scrivere ;) ).
PS: Semmai Swipe leggerà questo post, aspetto la mail su Banski. Poi possiamo tornare a leggerci Pussy Power.
PPS non ho mica capito se puoi leggere libri dallo scaffale o devi portarti i tuoi... come se qualcuno controllasse.
PPS alla fine pubblicherò questo post domani. Quando magari sarò già a Hugendubel o a farmi una birra sul fiume.
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martedì 22 giugno 2010
Memento
Incredibile, anche se è già tardi in c**o forse oggi aspetto ad andare a letto. Voglio riuscire a scrivere un post nello stesso giorno in cui ho pensato di farlo.
Oggi vi parlerò di una cosa che in realtà era già successa in passato ma le cui implicazioni mi si manifestano solo oggi. E devo sforzarmi di esserne consapevole.
La letteratura, la musica, il cinema e i miei studi leggiadri (ma anche la poesia, ne sono certo solo che non me ne vien in mente una) ci insegnano che gli odori e i sapori (i sensi più strettamente chimici insomma) sono gli stimoli più efficaci nel rievocare ricordi, memorie e abitudini. Questo perchè fanno capo a quella parte più primitiva del cervello che dovendo funzionare con una certa efficacia fin dagli albori dell'evoluzione, non poteva permettersi di andare sul sottile. Devo citare l'esempio del mammifero primordiale che una volta assaggiato qualcosa di velenoso ( ed essere sopravvissuto) doveva immediatamente associare a quel determinato cibo la sua pericolosità. Quindi a differenza di altri tipi di apprendimento che richiedono allenamento, ripetizione, prove ed errori ecc... il nostro roditore aveva bisogno di un'associazione così forte che bastava una volta sennò la seconda volta sicuro ci restava.
Ecco da cosa deriva in realtà la potenza evocativa di olfatto e gusto.
Da quando siamo in Germania "il ricordo" è qualcosa di italiano, ci ricordiamo dell'Italia, di quello che facevamo lì, gli amici, la scuola, le gite... come i vecchietti al bar insomma.
Il "ricordo" è diventato qualcosa di geografico più che di storico o temporale. E il fatto che in Germania il tempo scorra diversamente (basta un giorno in ufficio ed è come essere in Germania da 2 anni, non importa da quanto tempo sei rientrato dalle ferie) non aiuta di certo.
Ebbene oggi ero sul terrazzo dell'ufficio, inondato dal sole tedesco, cullato da una leggera e rinfrescante brezzolina... insomma si stava talmente bene che quasi dimenticavo di lamentarmi del fatto che non ho mai tempo di fare nulla.
Ero in pausa. E mangiavo del pesce impanato che in Italia non si trova, che non è un bastoncino findus ma è buono lo stesso.
Ed ecco che all'improvviso ZAC!!! una lisca mi si conficca nel palato, la prima che sia mai riuscita a sfuggire ai controlli dei deliscatori tedeschi.
Ebbene si, è successo davvero: c'era una lisca, ma questo non c'entra niente, l'ho riportato solo per dovere di cronaca ( cioè per rendere un po' più interessante il post che co' ste giornate piatte...)
La cosa davvero straordinaria però è che il gusto di questo pesce ha innescato il perverso meccanismo dei ricordi. Questo pesce è una delle cene semi-pigre che erano solite accompagnare la visione di Malcom nelle serate inverno-autunnali di un anno fa... QUI IN GERMANIA!!!
Ho avuto il mio primo Erinnerung!!!
OK, non proprio il primo, ma il primo che mi ha stupito e mi ha fatto pensare.
Che mi stia abituando a vivere qui?
Ecco Oggi è ormai Ieri e siccome avevo scritto che avrei scritto il post nello stesso giorno in cui l'ho ideato... ora mi fermo. Tanto il senso vero di quanto ho scritto si dovrebbe già capire...
CHE É DA OGGI A PRANZO CHE LA MIA MENTE LA CANTICCHIA SENZA POTERSI FERMARE!!!
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sabato 12 giugno 2010
Il Planetario di Cosimo
Rientrato dall'Italia. Ormai è troppo tardi per ripercorrere gli stati d'animo e le allegre vicissitudini del viaggio di rientro (vi abbasti di sapere che sul tram che mi riportava a casa c'era un ragazzo con un rosario in mano che si vomitava addosso).
Di queste vacanze però mi rimane un ricordo in particolare. Una di quelle cose che inevitabilmente ti fa fare un un confronto tra Italia e Germania, ma che in realtà è semplicemente tra Francoforte e Farfa, perchè anche se tendiamo a generalizzare è bene ricordarsi che l'unica realtà tedesca (e nemmeno tanto!) che conosco è Frankfurt.
Portando a spasso i nostri amici teutonici ci ritroviamo a Farfa.
E qui ci imbattiamo nel "Planetario di Cosimo" (cliccateci sopra per la descrizione ufficiale) opera ispirata a "Il Barone Rampante" di Calvino , un residuato dell'edizione 2007 di 20eventi.
Una splendida idea e una splendida opera a mio parere.
Davvero qualcosa che sarei andato fiero di mostrare agli amici tedeschi... non fosse per lo stato di incuria e abbandono in cui versava il parchetto che la ospitava. Erba alta... troppo alta per camminarci in mezzo, cartelli sporchi e a volte illegibili e pianeti che penzolavano dagli alberi come fossero l'insegna di un vecchio saloon abbondonato in una città fantasma di Red Dead Redemption...
Mi ha messo addosso non tanto tristezza quanto rabbia... sarebbe stato qualcosa di veramente bello da vedere ma invece dopo tutto quello che si è fatto per realizzarlo è stato abbandonato, sforzi nullificati. È proprio vero che uno dei maggiori problemi dell'Italia è nella manutenzione di quello che si ha. Siamo ottimi creatori ma pessimi mantenitori... e tutto va a scatafascio.
La cosa strana e che 20eventi è ancora in auge a quanto pare e la Sabina è piena di cartelli che la pubblicizzano.
L'aspetto fatiscente,comunque, mi ha riportato alla mente un'inaugurazione di nuovi giardini pubblici cui assistetti da piccolo al paese vecchio... con il sindaco (o chi per lui) che mostrava con orgoglio il prodotto dell'impegno della sua amministrazione: panchine di plastica, altalene di ferro, una sabbiera... ed io ne ero affascinato ed ammaliato: un posto coi giochi per i noi bambini che figata!!!
Dopo essermi trasferito, sono tornato a visitare il paese della mia infanzia... i giardini erano una discarica: le panchine di plastica rotte, i giochi in legno scheggiati, le immancabili "scritte coi cazzi" ovunque, le altalene arrugginite... i miei amici mi dissero che era così da anni ormai.
Ora al di là dell'incuria e della famosa legge che: "all'estero la proprietà pubblica è di tutti e in Italia la proprietà pubblica è di nessuno" (che in combo col fatto che ognuno bada solo alle sue proprietà produce una teoria esplicativa di molte cose) e tralasciando di parlare di vandalismo che rientra nel più generale discorso sul senso civico, la mia mentalità da italiano sospettoso mi ha mostrato un'altro aspetto della faccenda.
Una vocina si è levata dalla mia coscienza e mi ha detto: " E che ti aspettavi?"
Probabilmente quel giardino era stato allestito con l'unico di scopo di avere qualcosa da mostrare al pubblico di elettori. Ogni altra spesa per soddisfare altre necessità (come ad esempio la longevità) sarebbero state superflue. E che ti puoi aspettare se fai le panchine in plastica? e ovvio che non reggeranno alla normale usura del tempo. E le altalene? A meno che gli adolescenti non si divertissero a lanciarci contro secchiate d'acqua, non si può certo attribuire la ruggine al vandalismo...
Qui a Francoforte le panchine sono di pietra, solide e inamovibili, al limite con il trascorrere degli anni ci cresce il muchio sopra, le altalene in legno di sequoia trattato con grasso di foca e le catene in Mithril lavorato dai nani di Moria: fatte una volta, permangono e le amministrazioni successive possono investire in qualcos'altro migliorando ancora di più i servizi offerti dalla città.
Naturalmente non tutto è oro quello che luccica, ma sono sicuro che se il Planetario di Cosimo fosse stato qui lo avrei trovato in buone condizioni.
O forse è solo una favoletta che mi racconto per non sentire nostalgia dell'Italia.
Magari il giorno dopo sarebbe arrivato il giardiniere e avrebbe ripulito tutto, anzi se magari qualcuno passa di lì potrebbe dare un'occhiata al parco e farmi sapere?
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venerdì 21 maggio 2010
Der Deutschkurs ist fertig...
... und das ist das Resultat!


Mein deutsch Tag
Es ist 6 Uhr 40 und der Wecker klingelt...
Es ist 6Uhr 50, der Wecker klingelt noch mal und ich wache auf!
Ich gehe auf die Badzimmer mit Augen schließen.
Keine Frühstück am Morgen... warum? Ich habe keine zeit und keine Tisch.
Um 7 Uhr 35 warte ich den bus... ich komme im Büro um 8 Uhr 30 an.
Ich arbeite von 8Uhr 40 bis 17 Uhr 17 aber ich habe drei pausen.
Danach ich renne auf dem Deutschkurs. Er beginnt um 18 Uhr!!!
Der Unterricht endet um 21 Uhr.
Ich komme zur Haus um 22 Uhr und wasche das Geschirr ab.
Dann... SCHLAFE!!!
Habet Ihr verstanden?
Das ist mein Tag.
(Danke meine freunde: leo, Pons, Fox)
******************************** G1 Scrive: ********************************
Mein deutsch Tag ist gleich!
Tschüs!
Es ist 6Uhr 50, der Wecker klingelt noch mal und ich wache auf!
Ich gehe auf die Badzimmer mit Augen schließen.
Keine Frühstück am Morgen... warum? Ich habe keine zeit und keine Tisch.
Um 7 Uhr 35 warte ich den bus... ich komme im Büro um 8 Uhr 30 an.
Ich arbeite von 8Uhr 40 bis 17 Uhr 17 aber ich habe drei pausen.
Danach ich renne auf dem Deutschkurs. Er beginnt um 18 Uhr!!!
Der Unterricht endet um 21 Uhr.
Ich komme zur Haus um 22 Uhr und wasche das Geschirr ab.
Dann... SCHLAFE!!!
Habet Ihr verstanden?
Das ist mein Tag.
(Danke meine freunde: leo, Pons, Fox)
******************************** G1 Scrive: ********************************
Mein deutsch Tag ist gleich!
Tschüs!
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domenica 25 aprile 2010
Essi non sprecano
Intendiamoci non voglio fare il figo che vive all'estero dove tutto funziona e tutto è meglio, ma siccome ogni volta che rientro in contatto con persone che non sento da molto tempo tutte (immancabilmente) mi chiedono: "Com'è la Germania?" ecco una nuova categoria per il blog sulla Teutonia.
Comincio con un'attitudine che effettivamente manca agli Italiani e che secondo me non ci farebbe male apprendere.. ma vabbè.
In Germania, o per lo meno a Francoforte, non ci sono sprechi. All'inizio notavo solo singole iniziative o abitudini dei tedeschi, ma poi parlando con colleghi e amici sono pian piano giunto alla conclusione che non si tratta di episodi isolati, certi comportamenti fanno proprio parte di un atteggiamento piuttosto radicato da queste parti.
Un atteggiamento che porta il tedesco a riutilizzare, reciclare o rivendere tutto ciò che non gli serve più.
Il che significa alla fine essere più ricchi.
Iniziamo con gli esempi va...
Pfand:
Molti dei contenitori possono essere restituti al negozio in cui sono stati comprati o in qualunque altro negozio che li venda.
Parliamo di bottiglie di plastica, barattoli di vetro, lattine di bir... cioè di latta, ecc ecc.
Tutti contenitori che solitamente non si usano più una volta consumato il contenuto. E allora il buon tedesco cosa fa? Li riconsegna, nei suddetti negozi, a delle speciali macchinette che se li mangiano e risputano fuori uno scontrino spendibile subito nel negozio stesso.
Ora è vero che nessuno ti regala niente, il credito che appare sul buono sono in realtà i soldi che il compratore ha pagato in più al momento dell'acquisto per pagare il contenitore.
Però pensateci, in questo modo tutti riportano indietro il contenitore e hanno un ritorno immediato del vantaggio dell'operazione di reciclaggio... non rimane una moda da frikkettoni ma un beneficio che il consumatore per primo può toccare con mano (sennò il tedesco medio col cavolo che...)
So che una volta in Italia si restituivano i vuoti e so anche che in alcune città del nord stanno iniziando ad usare questo stesso sistema... sempre in ritardo rispetto al resto del mondo.
Flohmarkt:
Si ci sono anche in Italia, ma qui mi sembra che siano molto più diffusi. Si tratta semplicemente di quando la gente decide di allestire una bancarella e vendere quello che non gli serve più.
La bancarella può essere allestita lungo il fiume, insieme ad altri venditori in quello che è il flohmarkt "ufficiale" della città, oppure, apri il garage e porti fuori la roba come vediamo fare ne I Simpson.
I mobili:
Quando cambiano l'arredamento i tedeschi contattano il comune, lo informano di quanta roba devono buttare e poi lasciano tutto per strada. Entro una settima passa il furgoncino del comune che si carica quello che è rimasto.
Dico quello che è rimasto perchè non è raro che qualcun'altro decida di venirsi a prendere i mobili che sono ancora in buone condizioni per tenerseli. Ho detto mobili, ma si tratta di tutto ciò che è ingombrante come anche le TV.
Ricordo quando dovemmo liberarci di un cassonetto di Eternit, ereditato dai precedenti proprietari di casa...
Doggie bag:
Quando si va al ristorante e prassi chiedere la doggie bag, ossia una scatolina su cui conservare gli avanzi da portare al cane. Solo che in realtà al cane non ci vanno, li si mangia noi.
È cibo che è stato cucinato, che abbiamo pagato, perchè lasciarlo lì, quando lo si può benissimo riutilizzare il giorno dopo (risparmiandosi di dover cucinare)?
Qui è la prassi, in Italia... boh... fai la figura del pezzente.
Non serve aggiungere che qui c'è la raccolta differenziata (non i bidoni della spazzatura differenziati, ma la raccolta!) e che in ufficio i tovaglioli sono tutti di carta reciclata (la raccolta della carta che non riescono a fare nelle copisterie di S. Lorenzo...)
Sono sicuro che si potrebbero trovare altri esempi (ho sentito parlare di ampia diffusione di pannelli solari ma non voglio cercare conferme a questa notizia. Se dovessero avere più pannelli solari di quanti ce ne sono in Italia mi incazzerei tantissimo!) ma questi abbasteno.
Traendo le conclusioni, almeno da questo punto di vista sono più furbi, meno schizzinosi e si meritano tutti vantaggi che questo comporta.
Comincio con un'attitudine che effettivamente manca agli Italiani e che secondo me non ci farebbe male apprendere.. ma vabbè.
In Germania, o per lo meno a Francoforte, non ci sono sprechi. All'inizio notavo solo singole iniziative o abitudini dei tedeschi, ma poi parlando con colleghi e amici sono pian piano giunto alla conclusione che non si tratta di episodi isolati, certi comportamenti fanno proprio parte di un atteggiamento piuttosto radicato da queste parti.
Un atteggiamento che porta il tedesco a riutilizzare, reciclare o rivendere tutto ciò che non gli serve più.
Il che significa alla fine essere più ricchi.
Iniziamo con gli esempi va...
Pfand:
Molti dei contenitori possono essere restituti al negozio in cui sono stati comprati o in qualunque altro negozio che li venda.
Parliamo di bottiglie di plastica, barattoli di vetro, lattine di bir... cioè di latta, ecc ecc.
Tutti contenitori che solitamente non si usano più una volta consumato il contenuto. E allora il buon tedesco cosa fa? Li riconsegna, nei suddetti negozi, a delle speciali macchinette che se li mangiano e risputano fuori uno scontrino spendibile subito nel negozio stesso.
Ora è vero che nessuno ti regala niente, il credito che appare sul buono sono in realtà i soldi che il compratore ha pagato in più al momento dell'acquisto per pagare il contenitore.
Però pensateci, in questo modo tutti riportano indietro il contenitore e hanno un ritorno immediato del vantaggio dell'operazione di reciclaggio... non rimane una moda da frikkettoni ma un beneficio che il consumatore per primo può toccare con mano (sennò il tedesco medio col cavolo che...)
So che una volta in Italia si restituivano i vuoti e so anche che in alcune città del nord stanno iniziando ad usare questo stesso sistema... sempre in ritardo rispetto al resto del mondo.
Flohmarkt:
Si ci sono anche in Italia, ma qui mi sembra che siano molto più diffusi. Si tratta semplicemente di quando la gente decide di allestire una bancarella e vendere quello che non gli serve più.
La bancarella può essere allestita lungo il fiume, insieme ad altri venditori in quello che è il flohmarkt "ufficiale" della città, oppure, apri il garage e porti fuori la roba come vediamo fare ne I Simpson.
I mobili:
Quando cambiano l'arredamento i tedeschi contattano il comune, lo informano di quanta roba devono buttare e poi lasciano tutto per strada. Entro una settima passa il furgoncino del comune che si carica quello che è rimasto.
Dico quello che è rimasto perchè non è raro che qualcun'altro decida di venirsi a prendere i mobili che sono ancora in buone condizioni per tenerseli. Ho detto mobili, ma si tratta di tutto ciò che è ingombrante come anche le TV.
Ricordo quando dovemmo liberarci di un cassonetto di Eternit, ereditato dai precedenti proprietari di casa...
Doggie bag:
Quando si va al ristorante e prassi chiedere la doggie bag, ossia una scatolina su cui conservare gli avanzi da portare al cane. Solo che in realtà al cane non ci vanno, li si mangia noi.
È cibo che è stato cucinato, che abbiamo pagato, perchè lasciarlo lì, quando lo si può benissimo riutilizzare il giorno dopo (risparmiandosi di dover cucinare)?
Qui è la prassi, in Italia... boh... fai la figura del pezzente.
Non serve aggiungere che qui c'è la raccolta differenziata (non i bidoni della spazzatura differenziati, ma la raccolta!) e che in ufficio i tovaglioli sono tutti di carta reciclata (la raccolta della carta che non riescono a fare nelle copisterie di S. Lorenzo...)
Sono sicuro che si potrebbero trovare altri esempi (ho sentito parlare di ampia diffusione di pannelli solari ma non voglio cercare conferme a questa notizia. Se dovessero avere più pannelli solari di quanti ce ne sono in Italia mi incazzerei tantissimo!) ma questi abbasteno.
Traendo le conclusioni, almeno da questo punto di vista sono più furbi, meno schizzinosi e si meritano tutti vantaggi che questo comporta.
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